E' da più di un lustro che i fumetti americani sono divenuti la maggior fonti d'ispirazione di Hollywood. Se all'inizio le major cinematografiche guardavano soprattutto alle serie supereroistiche più famose come Batman, Superman, L'Uomo Ragno o gli X-Men, il successo di pellicole come Sin City o 300 sta spingendo le grandi multinazionali a produrre film derivati da fumetti più maturi ed alternativi.30 giorni di buio è un nuovo horror pulp Made in Usa ispirato all'omonima graphic novel concepita da Stive Niles e Ben Templesmith. Il fumetto è stato per lungo tempo conteso dalle major di Hollywood, per trasporlo sul grande schermo nella speranza di centrare il nuovo campione d'incassi horror.Alaska, uno dei villaggi più a nord del mondo, dove ogni anno, per trenta giorni, il sole non si leva. Un gruppo di vampiri ne approfitterà per attaccare gli abitanti, decimandoli e costringendo i superstiti a una terribile lotta per la sopravvivenza, nel buio e nella neve.30 giorni di buio si basa sull'avvincente idea di ambientarsi in un villaggio isolato nella notte, con un gioco di cromatismi sul bianco della neve e il rosso del sangue.

I vampiri hanno un certo charme dovuto più che altro al look curiosamente metropolitano e paiono una reinterpretazione malefica degli abitanti del villaggio. Sono invece questi ultimi ad essere particolarmente mal riusciti, imbambolati di fronte a una situazione che richiederebbe un po' di vigore, costretti a mozzare teste con le accette (al buio non si va troppo per il sottile cercando di colpire il cuore o amenità simili) e impegnati a trovare tutti i modi più idioti per mettersi nei pasticci.
Gli amanti dell’horror e in particolare delle storie degli ormai inflazionatissimi Succhia-Sangue, si preparino ad una visione principalmente dominata da un notevole sperpero di sangue a fiotti.
La frase: "Mi piace la carne cruda, è un problema? I miei gusti non ti vanno bene?".
