lunedì 11 febbraio 2008

30 giorni di buio (30 giorni di notte)

E' da più di un lustro che i fumetti americani sono divenuti la maggior fonti d'ispirazione di Hollywood. Se all'inizio le major cinematografiche guardavano soprattutto alle serie supereroistiche più famose come Batman, Superman, L'Uomo Ragno o gli X-Men, il successo di pellicole come Sin City o 300 sta spingendo le grandi multinazionali a produrre film derivati da fumetti più maturi ed alternativi.30 giorni di buio è un nuovo horror pulp Made in Usa ispirato all'omonima graphic novel concepita da Stive Niles e Ben Templesmith. Il fumetto è stato per lungo tempo conteso dalle major di Hollywood, per trasporlo sul grande schermo nella speranza di centrare il nuovo campione d'incassi horror.

Alaska, uno dei villaggi più a nord del mondo, dove ogni anno, per trenta giorni, il sole non si leva. Un gruppo di vampiri ne approfitterà per attaccare gli abitanti, decimandoli e costringendo i superstiti a una terribile lotta per la sopravvivenza, nel buio e nella neve.30 giorni di buio si basa sull'avvincente idea di ambientarsi in un villaggio isolato nella notte, con un gioco di cromatismi sul bianco della neve e il rosso del sangue.
I vampiri hanno un certo charme dovuto più che altro al look curiosamente metropolitano e paiono una reinterpretazione malefica degli abitanti del villaggio. Sono invece questi ultimi ad essere particolarmente mal riusciti, imbambolati di fronte a una situazione che richiederebbe un po' di vigore, costretti a mozzare teste con le accette (al buio non si va troppo per il sottile cercando di colpire il cuore o amenità simili) e impegnati a trovare tutti i modi più idioti per mettersi nei pasticci.
Gli amanti dell’horror e in particolare delle storie degli ormai inflazionatissimi Succhia-Sangue, si preparino ad una visione principalmente dominata da un notevole sperpero di sangue a fiotti.
La frase: "Mi piace la carne cruda, è un problema? I miei gusti non ti vanno bene?".

domenica 10 febbraio 2008

Il Pulicaro


Ho appena aperto questo blog e mi sembra dovuto dedicare il primo post al "Il Pulicaro" del dott. Carbonara.
L'azienda agricola del casale Pulicaro si trova nel cuore della piana dell'Alfina, un angolo di natura incontaminata al confine tra Umbria, Toscana e Lazio a ca. 550 m s.l.m. La produzione agricola, operata nel totale rispetto dell'equilibrio ambientale, è incentrata sulla coltivazione di ulivi, antiche varietà di alberi da frutto, grano, orzo e allevamento di animali di bassa corte allo stato semi-brado.
L'agriturismo si trova in un antico casale in pietra finemente restaurato presente nelle carte topografiche già dall'età tardo-rinascimentale. La struttura dispone di camere e alloggi, per un totale di 24 posti letto. Nell'antica stalla è ricavata una sala dedicata al relax degli ospiti e ad attività ricreative.
L'azienda si trova a pochi km da Torre Alfina ed Acquapendente, note per le loro bellezze storico-artistiche, ma soprattutto naturalistiche, quali il pluricentenario Bosco del Sasseto e la Riserva Naturale di Monte Rufeno.
La posizione geografica permette di raggiungere in poco tempo la maggior parte delle località d'interesse turistico del centro-Italia: Orvieto, Todi, Assisi, Pienza, Siena e la Val d'Orcia, Civita di Bagnoregio con la sua valle dei Calanchi, Bolsena ed il suo Lago, i centri termali di San Filippo, San Casciano, Viterbo e Saturnia.
Per qualsiasi altra informazione vi rimando al sito http://www.pulicaro.it/index.html